MoMA the collection

Cinque autori della collezione fotografica del Museum of Modern Art (MoMA) di New York a confronto. Il tema in comune è quello del ritratto; con questo esercizio di confronto è possibile comprendere quante numerose possono essere le elaborazioni fotografiche di uno stesso tema.
Gli artisti a confronto sono Nicholas Nixor, Lucas Samaras, Cindy Sherman, Philip-Lorca diCorcia e Harry Callahan.


 

Nicholas Nixor è evidentemente interessato ai disturbi umani, le patologie, la vecchiaia, lo scorrere del tempo. Uno dei progetti più noti a cui lavorò fu quello chiamato "the Brown sisters", per il quale fotografò ogni anno le sorelle Brown (tra cui la moglie) per un periodo di 25 anni, dal 1974 al 1999, sempre nella stessa posizione. Molte sono anche le immagini di anziani giacenti in un letto inermi, di mani scavate dal passare degli anni.




Le fotografie di Lucas Samaras sono, diversamente dalle altre presentate in questo post, molto colorate ai limiti del surreale; le metamorfosi e le trasformazioni che presenta accentuano molto questo aspetto onirico, che è tuttavia puramente formale, perchè il lavoro di questo artista che ha vissuto la seconda guerra mondiale riflette la distruzione e le perdite di cui è stato spettatore.
Tra le fotografie eseguite negli anni Settanta e Ottanta figurano alcuni autoritratti caratterizzati da distorsioni realizzate rielaborando le superfici delle Polaroid. Pur non essendosi legato a nessuna tendenza artistica, Samaras ha influenzato profondamente molti artisti di diverse generazioni.


 

Accostando le fotografie di Cindy Sherman con quelle di Philip Lorca diCorcia si possono evidenziare le notevoli differenze di stile; nelle prime sono veramente pochi gli elementi particolari che possono in qualche modo farci comprendere il luogo, lo spazio ed il tempo dello scatto, sono fotografie che rappresentano più che altro uno stato d'animo, le donne di Sherman sono più che altro tipi e non donne reali. 

Il lavoro di Philip Lorca diCorcia risulta molto più "metropolitano", sono ritratti ambientati, ha un approccio alla fotografia molto cinematografico per cui le luci rivestono un ruolo fondamentale e traformano la quotidianità urbana in un istante irripetibile.




 
 



Il  metodo di Harry Callahan per fotografare prevedeva di uscire presto quasi ogni mattina, camminare nella città dove viveva e fare numerose fotografie. Dopodiché usava quasi tutti i pomeriggi per ottenere stampe di prova delle sue migliori foto del giorno.